Architetto, Centro Benessere Hidron


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Centro Benessere Hidron
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Sergio Bizzarro: 25 anni di esperienza al servizio del wellness

Dopo la laurea in architettura a Firenze e un breve periodo di docenza, Sergio Bizzarro inizia la sua attività dalla gavetta, ma con una dimensione già spiccatamente imprenditoriale. Con uno studio avviato e alcune esperienze come consulente in alcuni importanti negozi di arredamento, decide, complice un viaggio negli Stati Uniti e la scoperta di una maniera completamente diversa di intendere gli spazi per il fitness, di scommettere su una palestra concepita in maniera assolutamente avveniristica per l’Italia di venticinque anni fa. Un progetto che incuriosisce subito Nerio Alessandri, patron di Technogym, azienda allora ancora allo stadio embrionale. Inizia così una lunga e fruttuosa collaborazione con Technogym, che vede Bizzarro assumere, in pratica, il ruolo di “ufficio progettazione” per l’azienda. L’esperienza, che lo pone all’avanguardia in Italia nella trasformazione della palestra da spazio per l’allenamento fisico a spazio per il benessere del corpo e della mente, consente a Bizzarro di accrescere le proprie competenze tecniche, logistiche, impiantistiche ed emozionali nella progettazione di spazi wellness.
Ed è in questo campo, strettamente collegato a quello delle strutture di accoglienza, che si afferma lo Studio Bizzarro & Partners. Proprio queste esperienze, maturate in un settore così articolato, consentiranno allo studio di estendere rapidamente tutte le competenze acquisite anche alla progettazione di altre tipologie di spazi pubblici, affermandosi in Italia come lo studio di riferimento nella progettazione di spazi benessere e proseguendo poi con la progettazione di strutture alberghiere, complessi residenziali e ristoranti.


Studio Bizzarro: progetti di velluto con un’anima di acciaio hi-tech

Prima realtà in Italia a occuparsi principalmente di progettazione di spazi per il benessere, lo Studio Bizzarro & Partners non si limita a creare luoghi dedicati al wellness capaci di garantire esperienze emozionali fuori dall’ordinario, ma pone al centro l’attenzione alla gestione delle strutture.
La profonda conoscenza delle tecnologie più raffinate e la consapevolezza di progettare per imprese che cercano la massima facilità di gestione e il massimo guadagno evitano ogni forma di autoreferenzialità: il progetto non deve essere un monumento al progettista, ma deve essere tagliato sul cliente come un abito comodo e bello, studiato come una macchina elegante con un ottimo rapporto tra prestazioni e consumi. Massima praticità logistica, uso ottimale degli spazi, scelta accorta dei materiali, attenzione per il risparmio energetico: tutti questi aspetti pratici restano necessariamente dietro a un’immagine altamente scenografica, come una struttura che non appare, ma che consente di rendere lo spazio ancora più caldo e accogliente. In questo modo, tanto la committenza quanto il cliente finale, ovvero l’utente, sono posti al centro del progetto. Solo progettando uno spazio pratico e gestibile si crea un ambiente davvero confortevole e solo armonizzando dimensione estetica e dimensione pragmatica si possono ottenere delle vere e proprie macchine hi-tech, dispensatrici di emozioni e scenografiche senza essere invadenti.

In altre parole: spazi di velluto con un’anima in acciaio.



 
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